Ad ognuno il suo antistress

Nei momenti di massimo stress, che sia causato dal troppo lavoro o, di contro, dalla ricerca (spesso vana) del medesimo, occorre trovare una valvola di sfogo che funzioni alla massima potenza.
Perchè, ok, la vita è dura, la vita è ingiusta, la vita  può pure sembrarti uno schifo, ma questa abbiamo.

Magari ci fosse la possibilità di cambiare.
Chessò, barattarla con una trentina di anni a New York (ma senza crisi economica), con tanto di attico a disposizione.
O, meglio, con una bella casa tipicamente Bostoniana (e quindi il trentennio in quel caso me lo passerei, appunto, a Boston).
E, perchè no?, come alternativa estrema, ma assai interessante, una soluzione selvaggia, in qualche isola, senza tecnologia, ma con una barca tipica del luogo inclusa. Per staccare davvero la spina.

Siccome, ahimè, sto baratto non si può fare (e non è previsto nemmeno in un futuro prossimo) occorre arrangiarsi con ciò che si ha.
E portarsi dietro la stanchezza emotiva e lo stress a mo’ di zaino non fa bene a noi stessi…tantomeno a chi ci deve sopportare.

E allora via con l’antistress. Leggi l’articolo completo

La coperta

Questo post ha corso il rischio di essere assai lagnoso e anche lievemente incazzoso (si potrà dire lievemente sul blog? mah..).
Perchè la verità è che, stamattina, mi sentivo esattamente così.
Se c’ è una cosa che ho capito della sottoscritta è che,  periodicamente, mi tocca affrontare dei momenti (per fortuna brevi) nei quali sono semplicemente odiosa e un filino insopportabile.
E me lo dico da sola.
In alcuni casi anche ad alta voce.

Cioè, se fossi un’altra persona, con una come me, soprattutto in certi giorni, non ci uscirei nemmeno se venissi pagata per farlo. Leggi l’articolo completo

Rallentamenti (53/365)

Family Clogs - Stock Photo by merlijn72

Questo fine settimana avevamo preventivato di ridipingere il salone e la cucina.
Ma abbiamo dovuto rimandare.
Giovedì pomeriggio, il marito era a lavoro e stava portando una parte dei piatti appena preparati nella cella frigorifera.
Entrando ha urtato violentemente il polso contro la porta, bella pesante.
La mano e il polso gli facevano male, ma non ci ha fatto troppo caso.
Sapete com’è….all’inizio fa male, poi passa.
Solo che non è passato per nulla.
Anzi. Leggi l’articolo completo