
Scrivo poco.
È che sono come esaurita.
Ma giusto un filo…
Due settimane a tu per tu con Saruccia sono un’esperienza devastante.
Che mi ha riportato indietro a quando non andava a scuola. Continua a leggere
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Dalla Finestra
Questo post l’ho riscritto due volte.
La prima versione parlava dei miei lamenti riguardo la neve d’aprile di ieri, caduta su Londra.
Poi, però, me lo sono riletto.
E mi sono depressa ancora di più.
E allora, che si fa?
Si riscrive tutto da capo.
Cioè, intendiamoci:
Quello che vedo dalla finestra ora è di suo un filo deprimente (ma almeno non cadono fiocchi).
Però…
Ecco c’è un però. Continua a leggere
Dove eravamo rimasti?
Oh. Eccoci di nuovo a scrivere.
Riesco a trovare quei cinque minuti cinque di silenzio e calma in casa per potermi mettere al pc e raccogliere le idee.
La scorsa settimana verrà ricordata qui all’Interno londinese come la più rocambolesca e impegnata della (ancora per il momento) breve vita sociale della Saruccia. Continua a leggere
La marcia (pre-pasquale) dei pinguini
Toh, e’ primavera.
Difficile accorgersene dando uno sguardo alle previsioni del tempo.
Lo so.
E’ una cosa comune un po’ a tutti ultimamente, non solo dalle mie parti.
Solo che continuo a non capacitarmi dei 2, -2, 0 gradi che mi stanno accompagnando nell’ultima settimana.
Anche la neve (pochina da noi per fortuna). Continua a leggere
Una settimana a misura di bambino
La settimana che sta volgendo al termine e’ stata impegnativa.
La Saruccia era a casa per il break dell’half term (sapete, no? La scuola funziona per trimestri, a metà e fine di ogni trimestre ci sono le vacanze. A metà solitamente durano una settimana. I fine term coincidono con Natale, Pasqua e le vacanze estive, e quindi in questo caso durano 2 o 4 settimane).
E quindi stare con una 7enne in casa tutto il giorno e’ impensabile.
Istantanee di una domenica a zonzo (con Sherlock Holmes)
Ieri Londra si è svegliata con un bel sole, di quelli che ti fa venire voglia di preparare qualche panino, una coperta, giochi di società (o anche un pallone), un libro e via verso un parco.
In realtà tutto il weekend e’ stato all’insegna del bel tempo.
Una cosa insolita per essere febbraio.
E insomma dicevo che ieri era proprio una gran bella giornata.
E Saruccia aveva un appuntamento: il suo primo invito ad un compleanno. Continua a leggere
Happy Pancake Day!!
A proposito di festività particolari…
Oggi da queste parti si festeggia il Pancake Day.
Che io mi sono chiesta:
“Ma che senso ha fare una festa per il pancake?”
(a parte il lato godurioso-calorico del mangiarseli, ovviamente…).
6 Months
6 Mesi.
7 Valigie.
2 Traslochi.
1 Lavoro (per il marito).
1 Nuova Scuola.
La strada percorsa in questo nostro primo mezzo anno londinese è stata ricca di luoghi, di profumi, di visi e anche di sorrisi.
Ed è una strada che, lo so, ha ancora molto da offrirci. Continua a leggere
Il Post per caso della domenica pomeriggio (e il Chinese New Year)
Scrivo poco.
Il più delle volte vi lascio un’immagine frettolosa.
Un po’ è il letargo invernale (che alla sottoscritta fa un effetto catastrofico).
Un po’ è dovuto anche al fatto che, in questi ultimi giorni, ho tante, troppe cose da fare.
E quando arriva la sera (che sembra la frase di una canzone) sono talmente fusa che, anche se ci provo (giurin giurello) a buttare giù qualcosa di sensato, il più delle volte rinuncio in partenza. Continua a leggere
All the small things
Ogni tanto torno a parlare di quotidianità.
Ci giro intorno, come fa il cane con la sua coda, ma sono sempre li:
Cosa c’è di più magnificamente magico del coltivare i propri gesti quotidiani?
(E no, se ve lo stavate chiedendo, non sono sotto l’effetto di nessuna droga, legale o meno…).
Da quando vi siamo trasferiti il concetto di quotidiano si è adattato ai luoghi, e ai momenti di questa imprevedibile e tanto affascinante città.
C’è sempre il lavoro (del marito) e la scuola (della Saruccia).
C’è il tempo delle chiacchiere e quello dei compiti.
E poi il tempo delle scoperte e dell’avventura.
Ecco.
Questo e’ ancora un punto di grande interesse…almeno fino a che avremo esaurito le nostre “prime volte” in quel di Londra.
Ci stiamo preparando ad affrontare il nostro primo Natale qui.
E pochi giorni fa abbiamo sperimentato la prima visita dei nonni.
Ecco, sono stati momenti da ricordare.
Perché per la prima volta da quando siamo partiti abbiamo passato delle belle giornate insieme a loro.
Senza nervosismi, o parole pesanti.
È stata una vera riunione di famiglia, di quelle che si vedono nei film americani (ma senza tacchino ripieno).
Certo con le dovute differenze:
Come mia madre che, il primo giorno, si alza alle 3 del “mattino” per preparare il caffè…
O come mio padre che, da bravo fumatore incallito, si ritrova in un no smoking flat, dove le finestre sono chiuse a chiave, che cerca disperatamente la chiave di casa per andare a fumare in giardino..e finisce per fare amicizia con la volpe che passeggia nel vicinato.
Insomma, magari l’atmosfera natalizia ha contagiato tutti.
Magari avevamo soltanto bisogno di mettere distanza tra noi e alcune situazioni per poterle studiare a mente fredda.
Ma è stato bello.
E triste, perché è finito troppo presto.
Questa e’ una di quelle prime volte da tenere rinchiusa nel cassetto delle piccole cose preziose.
A proposito di prime volte:
Oggi, sul sito dei Piccolini trovate la mia fiaba del Calendario dell’Avvento.
Sono belle le prime volte, vero??





