Il sottotitolo di questo post potrebbe essere “dietro le quinte di un’intervista telefonica molto fuori dal comune”.
Volete sapere il perchè?
Allora partiamo dal principio: la Garzanti mi chiama per avvisarmi che mi sta inviando il romanzo di Clara Sanchez.
Io lo leggo in un giorno e mezzo (è bello, intenso, drammatico al punto giusto e parla di uno di quegli argomenti che ti lasciano in bilico tra il voler sapere e il non ce la faccio: l’Olocausto) e lo recensisco.
Poi c’è l’intervista, che è stata pubblicata oggi su zebuk.
Un appuntamento telefonico poi rimandato al giorno dopo per cause di forza maggiore.
La sera dell’intervista, martedì scorso, esco prestissimo da lavoro…e incappo in una serie di ritardi dei mezzi pubblici da far gridare alla congiura…
Arrivo finalmente a casa, di corsa, mi butto verso il bagno, bevo una mezza litrata di acqua, prendo il blocco con le domande, il registratore, spedisco la saruccia in camera sua pregandola di fare silenzio e mi rintano in camera da letto, con la porta chiusa ad aspettare la chiamata….(manco fossi un prete..!). Continua a leggere
Il profumo delle foglie di limone (20/365)
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