Weekly Book: Tempesta Solare, Asa Larsson

Diciamoci la verità.
Le rubriche di questo blog, ultimamente, sono andate a farsi benedire.
Più o meno.
Ma in effetti, l’Interno è anche e soprattuttoa la mia valvola di sfogo, il mio diario personale e virtuale.
Quindi, magari, qualche cambio di rotta, di tanto in tanto, fa parte del mio essere così.
E non aggiungo altro.
Che, in realtà, non saprei come definirmi.
Spesso mi rendo conto di essere un filino incostante e, forse, svogliata.

E la colpa non è che posso darla sempre e soltanto ad agenti esterni.
Mi sto impigrendo, cari miei.
Sia intellettualmente che fisicamente.
Come fare per rimediare?

Semplice: mi metto a dieta, faccio sport e ricomincio a scrivere con una certa frequenza.
E poi sarà il momento della fase più difficile: mantenere i buoni propositi.

Mi aspetta un periodo impegnativo.
Meglio incominciare subito.
La dieta è ripartita questa mattina (per lo sport datemi il tempo di terminare questo post e inizio).
Riprendiamo in mano una rubrica.
Una per volta.
Che, magari, a fare le cose piano piano mi vengono meglio.

Il weekly book, da oggi diventa a tutti gli effetti una recensione su un libro già letto.
Perchè, in effetti, di recensioni vere e proprie sul blog non ne ho mai fatte.

Tempesta Solare, Asa Larrson: La recensione

Kiruna, Svezia.
E’ quasi l’alba quando nella chiesa della Fonte della Forza il predicatore più famoso del paese, Victor Strandgard viene ucciso barbaramente.
Il misterioso assassino sembra volersi accanire in modo particolare sul suo corpo:
Occhi cavati, mani tagliate.
Quasi un rituale che rimanda proprio alla Bibbia.

Perchè?
Chi è stato?

La polizia, nello specifico l’ispettrice Anna Maria Mella indaga.
E cerca Sanna, la sorella del predicatore, misteriosamente scomparsa.
Ad aiutarla nelle ricerche l’avvocato Rebecka Martinsson, originaria di Kiruna, un tempo appartenente alla congregazione di Victor.
Lei sa dove si nasconde Sanna.
Ed è legata a tutti i personaggi che ruotano intorno alla Chiesa da ricordi dolorosi e segreti ingombranti.

Segreti che, forse, mettono la sua stessa vita in pericolo.

Partiamo da un piccolo presupposto: non sono una fan sfegatata dei thriller nordici.
Ovviamente con le dovute eccezioni.
Perchè la trilogia di Larsson (l’altro, Stieg), l’ho divorata.
Devo dire che Tempesta Solare, che poi è il primo romanzo con protagoniste la Mello e la Martinsson, ha una trama che lascia ben sperare.
Inquietante al punto giusto, l’assassino sembra uno di quelli che danno filo da torcere, le persone che ruotano intorno alla congregazione sono tutte sufficientemente pericolose da poter essere sospettate.
Ma, almeno a me, ciò che mi  “frega” sono i tempi dei verbi.
Nel senso che (è una mia impressione, sia ben chiaro), la storia è narrata in un modo, come dire?, freddo.
E grazie, direte, sono in Svezia!
Mi manca il pathos, il colpo di scena che ti fa andare il cuore in gola.

Però un pregio ce l’ha:
ti lascia per tutta la lettura con un senso di inquietudine costante.
E’ per questo che, dopotutto, potrei dare una seconda chance ad Asa Larsson e provare a leggere un’altra avventura delle due tipe che vengono dal grande freddo.
Pensato da

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